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Borse chiudono al rialzo dopo i dati occupazionali
Che il dato occupazionale sia uno dei più importanti da tenere in considerazione per valutare l’andamento delle valute e degli indici mondiali, è cosa nota. Effettivamente, se il livello di occupazione sale vuol dire che c’è produzione e, dunque, quella produzione si riesce anche a vendere. Al contrario, se il livello di occupazione scende significa che la produzione non c’è o che la produzione che c’era stata non si è riuscita a vendere, pertanto c’è il bisogno di minor forza lavoro. Come più volte ha ribadito Barack Obama, l’occupazione è uno degli aspetti fondamentali sui quali giocare la ripresa dell’attività economica mondiale.
Durante lo scorso fine settimana, infatti, i dati occupazionali USA che sono stati resi noti hanno messo in evidenza, per la prima volta dopo diverso tempo, che il tasso di disoccupazione su scala mensile è sceso, passando dal 9,5% del mese di giugno al 9,4% del mese di luglio. Siamo ovviamente ancora su cifre eccessivamente alte, ma in ogni caso è sempre un piccolo e positivo passo.
Che effetti ha avuto questa notizia sulle borse mondiali? Il primo effetto lo si è avuto, ovviamente, sulla borsa di Wall Street, dato che la notizia ha riguardato proprio gli Stati Uniti. Subito gli indici americani sono saliti e a fine giornata hanno chiuso tutti in rialzo. L’indice Dow Jones ha guadagnato l’1,69%, l’indice Nasdaq ha guadagnato l’1,77% e l’indice S&P 500 ha quadagnato l’,183% . Dunque la considerazione generale in questo caso, ovvero che l’economia sta meglio e dunque anche gli indici ne risentono in positivo, è valsa.
Di concerto, anche le principali borse europee hanno chiuso il fine settimana scorso in positivo, sulla scia dei risultati positivi di Wall Street. Ecco dunque un esempio concreto di come i dati macroeconomici sono in grado di influenzare l’andamento del trading e del Forex.








