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Come la recessione influisce sul forex, parte 2
Abbiamo visto nello scorso articolo che la recessione ha delle influenze sul mercato delle valute. Se da un lato ci sono i paesi che sono in crisi, da quello opposto ci saranno i paesi che beneficiano della situazione. I loro prodotti sono venduti ad un prezzo migliore, dunque si registra un aumento delle vendite e delle esportazioni. I tassi di interesse sono sotto pressione e comincieranno a salire per controllare l’inflazione.
Se la moneta di un paese diventa molto attraente la popolazione di questi paesi spenderà la loro valuta verso quella di altri paesi, questo per il tasso di cambio favorevole. E’ una cosa che abbiamo visto negli Stati Uniti durante la stagione di vacanza scorsa. Molti europei hanno speso i loro soldi negli Stati Uniti, dato che il tasso di cambio è stato molto favorevole per l’euro, per la sterlina e per il franco svizzero. Questa reazione del mercato provocherà poi delle reazioni sul fronte economico.
Mentre la recessione globale non sembra essere in maniera imminente dietro l’angolo, gli Stati Uniti, così come altre nazioni, hanno potuto sperimentare ciò che si chiama una recessione di crescita. Non è una recessione reale nel senso del termine, in cui le economie subiscono effettivamente un declino, se non quello del solo “tasso di crescita”, noto anche come “tasso di espansione“.
Anche se nessuno vuole vedere una recessione a qualsiasi livello, essa è un must per l’equilibrio economico globale. Dalla recessione i commercianti Forex imparano a tenere sotto controllo le loro emozioni per sopravvivere alla volatilità delle oscillazioni del mercato. Per chi fa forex bisogna infatti ricordare sempre che ogni recessione economica è solo un’opportunità di trading in due direzioni. La nostra attività di trading effettivamente potrà beneficiare del recupero della nazione in crisi, optando per l’acquisto di valuta del paese che sta risalendo meglio dalla recessione.











