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Crisi Settore Auto: Il caso FIAT
In borsa continua la flessione di FIAT; è ormai da tempo che tale comparto è sotto pressione a causa dei contraccolpi della crisi economica e finanziaria.
Il governo italiano non ha ancora deciso quali strategie adottare per cercare di sostenere il settore automobilistico: il ministro dell’industria Scajola ha proposto un piano di incentivi a favore della mobilità sostenibile caratterizzato da un piano incentivi di finanziamenti per 180milioni di euro. Il ministro al termine di un incontro a Palazzo Chigi, ha annunciato che entro 15 giorni arriverà il “pacchetto di misure” per il settore auto, che sarà di immediata applicazione, e prevederà l’incentivo per l’acquisto di auto a basso impatto ambientale. La cosa sicura, annunciata dal presidente di FIAT, Luca Cordero di Montezemolo, è che le due principali banche italiane, Intesa SanPaolo e Unicredit si sono rese disponibili ad affiancare l’azienda automobilistica italiana in un’ottica di sostegno ma soprattutto di sviluppo.
L’amministratore delegato Sergio Marchionne ha definito il 2009 come un “anno difficile, il più difficile che abbia mai visto in tutta la mia vita….” ed ha annunciato il rinvio in tempi migliori del lancio di nuovi modelli di autovetture: sicuramente la nuova Fiat 500 Cabrio verrà commercializzata da aprile 2009, ma per altri modelli (ad esempio l’Alfa Romeo 149) l’azienda sta valutando di attendere tempi migliori.
Ma i tempi duri non li sta passando solo la primaria azienda automobilistica italiana: nel fine settimana sono stati resi noti i dati del bilancio 2008 di FORD. L’azienda ha chiuso l’anno 2008 con una perdita superiore ai 14 miliardi di dollari; sicuramente gli aiuti statali serviranno alle aziende, ma per pensare di ottenere utili, si stima che debba ancora passare tutto il 2009.
Il valore in borsa: che dire…le stime sono disastrose, se pensiamo ai valori toccati nel primo semestre 2008 (superati abbondantemente i 23 euro ad azione..). Attualmente parliamo di probabili consolidamenti sopra un prezzo di 3,80 Euro, con obiettivo di 4,00 ma possibile indebolimento sotto i 3,80 con possibilità di discesa a 3,60.
Reverberi Erica








