- Analisi (91)
- Guide e Tutorial (119)
- News (172)
- Report valute (24)
- Senza categoria (5)
- Tutto sul Forex (467)
-
Euro, quale futuro per la moneta unica?
Da un punto di vista puramente speculativo l’euro si trova in un andamento buono per poter fare un recupero di quanto perso fino ad ora. La moneta unica, infatti, ha subito un deprezzamento nei confronti del dollaro, tanto che molti possono considerarlo di ipervenduto. Questa tesi è ulteriormente supportata dall’andamento dell’euro verso altre valute, come il franco svizzero, lo yen giapponese, il dollaro canadese, il dollaro australiano e il dollaro neozelandese.
Tuttavia, il fatto che l’euro abbia raggiunto dei livelli così bassi è un segnale inquivocabile del fatto che questa valuta si trova in una fase di grande crisi. In caso di una forte avversione al rischio, l’impatto diretto che l’incertezza dei mercati ha, relativamente all’aggravarsi della crisi della Grecia, pone naturalmente la moneta unica in una posizione vulnerabile. In alternativa, ogni ripresa della propensione al rischio della zona euro indica che può esserci una crescita irregolare e poca o nessuna speranza relativamente ad un possibile aumento dei tassi di interesse nel prossimo futuro. Nel breve periodo dobbiamo chiederci se l’euro può recuperare il molto terreno perduto. Nel lungo termine, invece, potrebbe addirittura, secondo alcuni essere necessario mettere in discussione la sua stessa esistenza.
Nel valutare l’euro, la prima preoccupazione deve essere legata ad una possibile infezione della crisi del paese ellenico, che può diffondersi anche ad altri paesi. Si teme che il default della Grecia possa allargarsi ad altri paesi della zona euro, rendendo il mercato ancora più soggetto ad incertezza.
Gli investitori cercano ovviamente di ridurre la loro esposizione alle posizioni di rischio e l’attenzione va naturalmente rivolta alla potenziale insolvenza sovrana di uno dei membri più prolifici della zona euro e alle onde d’urto che questo comporterebbe per la regione. Senza la fiducia del mercato non ci sarebbe alcuna domanda, a lungo termine, per acquistare i titoli del debito pubblico di Grecia, Portogallo, Spagna, Irlanda e di altri membri della zona euro che sono finanziariamente in posizioni di difficoltà. Questo potrebbe acuire i problemi fiscali e affrettare il default.








