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Il dollaro è sotto pressione
Sappiamo che il dollaro è la principale valuta mondiale, quella alla quale sono scambiati vari beni materiale, come ad esempio il greggio oppure anche l’oro. Andando ad analizzare i grafici del dollaro nei confronti delle altre principali valute mondiali, possiamo vedere come il biglietto verde sia sostanzialmente in una fase di discesa costante verso di esse. Se le cose dovessero continuare come ora, ben presto potremmo trovarci in una situazione di prezzo al di sotto della media supportata da fattori fondamentali e ciclici.
Negli Stati Uniti siamo in una situazione nella quale il debito pubblico sta aumentando in maniera costante e i tassi di interesse stanno diventando di importanza chiave nei rapporti con le altre economie. Il tasso di inflazione, per fortuna, rimane modesto fino ad ora, facendo segnare un incremento dello 0,2% durante lo scorso mese di settembre. Le attese a livello inflazionistico sono per un incremento maggiore durante i prossimi mesi.
Come risultato del futuro ed eventuale aumento del tasso di inflazione, vediamo i prezzi delle commodities, come ad esempio il petrolio, che potrebbero subire un’impennata al rialzo, benché si sta già parlando di stare attenti ad una possibile speculazione derivante dai tassi di interesse. In realtà, potrebbe volerci un po’ di tempo prima di questa previsione, anche se sembra abbastanza certo il suo realizzarsi.
L’effetto domino che potrebbe essere iniziato la scorsa settimana a seguito dell’aumento del tasso di interesse da parte della Banca Centrale Australiana potrebbe far sentire i suoi effetti. Con la crescita economica che sta progredendo, il dollaro americano non è più quella valuta sicura che era prima. Inoltre, per il terzo mese consecutivo, la produzione industriale del paese americano è cresciuta, così come la produttività manifatturiera.
Staremo a vedere come si comporterà il dollaro e cosa, di conseguenza, farà l’amministrazione USA.








