- Analisi (98)
- Guide e Tutorial (129)
- News (208)
- Report valute (24)
- Senza categoria (5)
- Tutto sul Forex (500)
-
Il FMI avverte contro una crisi in stile 1930
I rischi che il mondo scivoli in una recessione stile 1930, se i paesi non riescono a risolvere le loro divergenze e a lavorare insieme per affrontare le crisi del debito in Europa, è concreta. Lo fa sapere il capo del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, che ha avvisato tutti i paesi sulla salute dell’economia globale , dicendo che se la comunità internazionale non dovesse riuscire a gestirsi, c’è rischio di ritrattazione, protezionismo ed isolamento. Questo è esattamente la descrizione di ciò che è accaduto nel 1930.
L’amministratore delegato del FMI ha avvisato anche di una crescente preoccupazione circa il fatto che nel 2012 l’Europa cadrà in una doppia recessione, con effetti a catena sul resto dell’economia globale. Le prospettive dell’economia mondiale in questo momento non sono particolarmente rosee.
Dopo il suo arrivo a Washington, durante la scorsa estate, la Lagarde è stata costretta a tagliare le previsioni circa la crescita globale del prossimo anno. E’ ora che i paesi al di fuori della zona euro, tra cui anche la Gran Bretagna, facciano la loro parte nel contenimento della crisi del debito sovrano in Europa.
Il piano di azione del FMI, concordato al vertice di Bruxelles la scorsa settimana, implica trovare circa 200 miliardi di euro da parte dei paesi europei, chiedendo poi anche al resto del mondo di contribuire. Pechino si è finora dimostrato riluttante a unirsi nel salvataggio della zona euro, dicendo che l’Europa deve risolvere da sola i suoi problemi.
La Lagarde ha inoltre detto che la portata della crisi zona euro e le sue implicazioni per gli altri paesi, fanno sì che i governi europei non possano affrontare la cosa da soli, dato che è richiesta una forza che i paesi europei al momento non hanno.
L’aiuto da parte degli altri paesi è fondamentale, ma anche atteso, considerando l’importanza dell’Europa nell’acquisto delle loro esportazioni, in particolar modo cinesi.











