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In borsa crolla il lusso: il caso Geox
La recessione ha colpito anche il settore del lusso a causa dei timori della crisi economica; le aziende hanno prodotto in modo cauto per non trovarsi in situazioni di eccesso di offerta di prodotti rispetto alla domanda da parte dei consumatori.
Marchi di lusso come Richemont , Luxottica, Burberry, Mariella Burani, Bulgari e Damiani hanno presentato trimestrali estremamente deludenti e prospettive tutt’altro che rosee per il 2009.
Damiani ha fatto registrare quotazioni borsistiche in netta discesa dal 2008, passando da valori di 3,5 Euro all’attuale valore di 0,89 Euro ad azione; anche Bulgari ha registrato notevoli perdite in borsa passando da valori di 9 Euro all’attuale 3,34 Euro facendo registrare una performance negativa nel 2008 del 54%; Luxottica ha seguito le orme degli altri titoli del settore del lusso, lasciando sul terreno quotazioni di 20 Euro nello scorso anno per raggiungere l’attuale valore di 11,27 Euro ad azione.
Un altro titolo del segmento lusso è Geox che ha sfondato nel 2008 il supporto dei 12 Euro per toccare i minimi annuali a 3,6 Euro nel Novembre 2008 sino ad oscillare attualmente sui 4,45 Euro. La società veneta operante principalmente nel settore delle calzature ha avuto un’eccezionale e robusta crescita nel corso dell’ultimo decennio, conquistandosi notorietà per la buona qualità delle materie prime e quindi del prodotto finito. La società può contare sui mezzi propri per continuare la sua fase di sviluppo, utilizzando cioè il proprio cash flow che significa quindi non ricorrere a finanziamenti bancari, in questo periodo in cui le banche hanno fissato rigidi paletti per la concessione di questo. Punto di forza per il 2009 per Geox, che può far presagire margini di crescita borsistici, è la forza del marchio.








