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In Giappone sale la produzione industriale
La produzione industriale del Giappone è aumentata per il quinto mese consecutive arrivando quasi ai livelli che erano stati segnati prima del terremoto di marzo e del disastroso tsunami. La produzione industriale è salita dello 0,8 per cento rispetto al mese precedente, secondo il Ministero dell’Economia, del Commercio e dell’Industria. I settori trainanti sono stati quelli dei mezzi di trasporto, delle parti elettroniche, del ferro e dell’acciaio.
Il ministero giapponese ha detto la produzione industriale si è quasi completamente ripresa dal mese di marzo, ma ha anche avvertito che l’incertezza va avanti, anche a causa dello yen forte e di una fragile economia globale. Il ministero prevede che la produzione industriale scenderà del 2,5 per cento nel mese di settembre per poi aumentare del 3,8 per cento in ottobre.
Allo stesso modo il governo dice che il tasso di disoccupazione in Giappone è sceso al 4,3 per cento in agosto. Il risultato ha segnato il primo miglioramento in tre mesi, ma questa cifra non può riflettere la vera salute del mercato del lavoro giapponese, dato che il rapporto non comprende le tre prefetture più colpite dallo tsunami, ovvero quelle di Iwate, Miyagi e Fukushima. Inoltre non tiene conto di lavoratori disoccupati che hanno semplicemente smesso di cercare lavoro.
Il governo ha inoltre diffuso i dati sui prezzi al consumo e la spesa delle famiglie. Ad agosto l’indice dei prezzi al consumo, che esclude i prezzi degli alimenti freschi, è aumentato dello 0,2 per cento rispetto all’anno precedente. Nel frattempo, la spesa media mensile familiare è scesa del 4,1 per cento rispetto all’anno precedente, mano a mano che il reddito familiare è in caudta. La figura chiave è il barometro dei consumi privati, che rappresenta più della metà del prodotto interno lordo del Giappone.
La situazione in Giappone, dunque, è migliore di quella prospettata qualche mese fa a causa della grave crisi.











