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La contrazione del PIL cinese
In questo primo trimestre la Cina ha registrato una crescita del PIL pari al 6,1% contro il 6,8% del primo trimestre 2008 e il 13% del 2007, subendo quindi una contrazione del 50% circa. Causa principale di ciò è il crollo delle esportazioni che sta provocando anche licenziamenti di massa con gravi squilibri sociali che potrebbero dare luogo a manifestazioni anche violente. L’attuale situazione della Cina è decisamente peggiore di quello che gli economisti avevano previsto.Alcuni centri studi ritengono che la fase peggiore della crisi sia passata, altri esperti invece sostengono che le economie occidentali non vedranno ripresa almeno fino al 2010 e che nel frattempo il PIL cinese registrerà ulteriori dati negativi. Gli stimoli economici sono tuttavia riusciti a dare supporto alla spesa dei consumatori con risultati superiori alle aspettative soprattutto nella vendita al dettaglio che ha registrato una crescita del 14,7% rispetto all’anno scorso. Inoltre la produzione industriale ha visto una crescita dell’8,3% nel mese di marzo rispetto al 3,8% registrato nei mesi di gennaio e febbraio; segno che gli incentivi economici e fiscali stanno dando i loro frutti.
Secondo la maggior parte dei migliori analisti finanziari questa è l’ultima fase del rallentamento del PIL cinese e dal prossimo trimestre dovrebbero esserci i primi miglioramenti grazie proprio a questi incentivi che stanno donando alla Cina uno stimolo economico, fiscale e creditizio.








