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La situazione degli indici mondiali
La disfatta del mercato azionario globale che ha cancellato circa 7.800 miliardi di dollari provenienti dalle scorte di tutto il mondo nelle ultime due settimane si sta concentrando nel mercato asiatico. Proprio tale mercato annuncerà delle misure a sostegno del mercato.
Il calo ha spinto gli indici di riferimento nella regione giù di oltre il 20 per cento, soprattutto dopo il taglio da parte di Standard & Poors del rating degli Stati Uniti. Ma anche altrove la situazione non è facile. L’indice FTSE 100 di Londra ha perso terreno dopo che il primo ministro britannico David Cameron ha accorciato la sua vacanza per affrontare i disordini di questi giorni a Londra. Ad Hong Kong, l’Hang Seng è sceso del 19 per cento, dal massimo di novembre, dopo che la Cina ha riportato un tasso d’inflazione accelerato.
La paura ha preso il sopravvento. E’ come un fuoco rapido che sta bruciando il mercato ma, come tutte le cose, sta per esaurirsi. Ci sono ovviamente ancora delle preoccupazioni per quello che sta succedendo negli Stati Uniti, in Europa e in Cina, ma secondo alcuni si stanno vedendo tutti i segni classici di uno scoppio.
Rimanendo in Asia, vediamo che l’indice di riferimento di Taiwan è sceso dello 0,8 per cento.
Volando invece in USA vediamo che i funzionari della Federal Reserve potrebbero rafforzare il loro impegno nel registrare un nuovo stimolo monetario per aiutare ancora di più una ripresa economica incerta e per affrontare il downgrade del rating degli Stati Uniti, che ha scatenato paura e timori.
Dopo la caduta libera sperimentata nel corso degli ultimi giorni è probabile che si presenti la necessità di un intervento in aiuto, dunque ecco che la FED ci sta pensando.
In Australia l’ S & P / ASX 200 ha guadagnato alla fine della giornata di ieri l’1,2 per cento, invertendo una perdita del 5,5 per cento.











