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La sterlina, parte 2
Il conto corrente è una parte della bilancia commerciale, data dalla differenza tra esportazioni ed importazioni. Altre parti di cui si compone la bilancia commerciale sono il reddito all’estero e altri trasferimenti. Il deficit commerciale mensile del Regno Unito è in generale aumentato dalla metà degli anni 1990. Praticamente, il paese ha costantemente sempre più importato che esportato. Durante la metà degli anni 1990, il paese aveva un deficit commerciale di circa 1 miliardo di sterline. Nel luglio 2008 il paese ha invece registrato il più grande deficit commerciale mensile della sua storia, dal 1697, con un disavanzo oltre 8 miliardi di sterline.
Un trader può decidere di investire nella sterlina, ad esempio, comprando dei beni. Gli investitori possono anche comprare e vendere futures che vengono scambiati al Chicago Mercantile Exchange. I futures sono uno degli strumenti migliori per fare speculazione, dato che sono leveraged e sono più sensibili alle fluttuazioni valutarie.
Le aziende che importano le loro materie prime provenienti dall’estero potranno beneficiare di una sterlina forte. Molte aziende britanniche mettono in relazione i loro guadagni e i loro dividendi. I più attivi orari di negoziazione nel Forex sono senza dubbio gli orari di apertura della borsa di Londra. Grande influenza hanno inoltre le news di carattere macroeconomico che vengono dal Regno Unito.

La sterlina britannica ha 3 “soporanomi”. Pound Sterling è il nome ufficiale e completo della moneta. Questo nome viene spesso abbreviato semplicemente in “sterlina” o in “lira”. Non vi è alcun esatta informazione sull’origine del nome, ma molte persone ritengono che provenga dai tempi anglosassoni, quando le monete erano fatte di argento e chiamate sterlings. Il pagamento pertanto avveniva in sterlings.
La Banca d’Inghilterra conduce delle riunioni di politica monetaria 12 volte l’anno e le decisioni sui tassi di interesse potrebbero avere delle conseguenze significative per il mercato valutario. Mervyn King è l’attuale Governatore della Banca d’Inghilterra. La durata in carica di questa figura può essere al massimo di 10 anni.








