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Lo spread sui mutui
La crisi finanziaria sta condizionando anche il settore del credito a livello mondiale: le banche infatti sono sempre più caute a concedere credito sia alle famiglie che alle imprese. Sul mercato italiano si sono introdotti vari operatori stranieri specializzati in questo ramo; più concorrenza ha portato i benefici di riduzione degli spread. Attualmente però le banche hanno bisogno di liquidità, quindi cercano di scoraggiare il più possibile il ricorso al credito, cercando quindi maggiore redditività (guadagni) su tali operazioni.
Se si prova a dare un’occhiata agli spread applicati dalle varie banche, risulterà assai difficile, se non impossibile trovare tale tasso sotto all’ 1% che potevamo trovare con frequenza, nelle offerte delle banche qualche mese fa. Per coloro che hanno dovuto e devono stipulare mutui in questo nuovo anno, il tasso spread base è dell’ 1% minimo: lo spread è un costo che ci si porta avanti per tutta la durata del mutuo, a meno di future rinegoziazioni o surroghe.
Lo spread è sicuramente un valore da tenere in considerazione poiché ad esempio attualmente il tasso di riferimento (l’Euribor) è basso, ma gli istituti di credito stanno applicando spread elevati, quindi qualora l’Euribor tra alcuni mesi si alzerà, coloro che hanno optato per mutui a tasso variabile si troveranno ad avere tassi elevati. In questo caso il cap del 4% fissato dallo Stato non è applicabile, poiché riguarda tutti i mutui stipulati prima della fine di Ottobre 2008.Sicuramente in questo periodo si trovano con prodotti altamente competitivi coloro che avevano stipulato mutui a tasso variabile con bassi spread sei/sette mesi fa quando i tassi erano elevati.
Reverberi Erica








