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OCSE, timore disoccupazione
Dai dati macroeconomici che stiamo registrando in questi giorni sembra che la situazione economica sia in leggero miglioramento, sia negli Stati Uniti che in Europa. Secondo le ultime rivelazioni fatte dall’OCSE, il problema più grande sul quale bisognerà necessariamente concentrare tutti gli sforzi è quello legato al mondo del lavoro. In tutto il mondo, infatti, questa crisi economica senza precedenti, tranne forse quella famosa del 1929, lascerà senza lavoro ben 57 milioni di persone per la fine del 2010, di cui un milione solo nel nostro paese.
L’Ocse lancia questo allarme a pochi giorni dal nuovo incontro del G20, previsto per le giornate del 24 e del 25 settembre a Pittsburgh. Secondo i dati pubblicati dall’ente, infatti, entro il 2010 il tasso di disoccupazione arriverà a livelli di guardia, superando la doppia cifra del 10%. Per fare in modo che questo grave problema non diventi ancora più grave, andando ad intaccare addirittura quanto fatto di buono fino a questo momento per sollevare la situazione, bisognerà che i governi lavorino duro. Nel nostro paese, inoltre, c’è anche un altro problema, ovvero quello dei salari, che crescono in maniera più lenta di quanto non facciano nelle altre economie avanzate.
Ma non è solo per noi che il momento peggiore deve ancora arrivare, infatti in questa famigerata lista ci sono anche la Francia e la Germania. In Italia poi la situazione è tutta particolare, dato che quelle persone che potrebbero essere in età di lavoro hanno rinunciato a cercarne uno, diventando dunque delle persone non attive, pertanto fuori dal computo dei disoccupati. Però di conseguenza scende il tasso di coloro che cercano lavoro, arrivato al 57,4%.
In questo senso devono intervenire i governi, tramite delle opportunità di riqualificazione e tramite l’uso delle nuove tecnologie. In Italia, secondo i dati pubblicati dall’Ocse, il salario a parità di potere d’acquisto con altri paesi, era di poco meno di 30.000 dollari, contro i 33.500 in media dell’area europea.








