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Per la Bce si naviga in acque inesplorate
Il presedente della Banca Centrale Europea, Jean Claude Trichet, in un discorso a Madrid ha detto che ci sono ancora rischi per un’improvvisa emergenza per una inaspettata turbolenza sui mercati finanziari e che attualmente, siamo ancora in una fase di discesa dell’economia. Anche se ci sono i primi segnali di un rallentamento della crisi e della debolezza dell’economia, dobbiamo comunque restare in allerta. Ha aggiunto inoltre che ci troviamo in acque non ancora esplorate. E in realtà l’indecisione e l’incertezza palpabile palesemente su tutti i mercati, in particolar modo sui mercati valutari, il cui valore di una valuta è relativo allo stato di salute dell’economia di appartenenza, è data proprio dal fatto che le banche centrali stanno affrontando una situazione nuova, mai vista prima. Crisi analoghe a questa, come quella del 29′ ad esempio, sono state affrontate in contesti ed epoche diverse e quindi le varie misure applicate all’epoca sono per fortuna oggi superate. Ciò vuol dire però, che le misure adottate per uscire dall’attuale crisi sono in fase di sperimentazione e sono imprevedibili in quanto non c’è nessun termine di paragone e di confronto. Ci troviamo in una situazione nuova e i cui sviluppi sono ancora imprevedibili.
Per la Bce la recessione globale sara’ piu’ forte delle attese e per le economie piu’ industrializzate la contrazione del Pil sara’ netta. La Banca Centrale europea osserva che se pure terra’ ancora il gruppo dei paesi in via di sviluppo, cio’ sara’ dovuto solo al contributo di India e Cina. Senza questi due grandi motori infatti, anche il Pil delle economie emergenti sarebbe caratterizzato dal segno meno. La congiuntura mondiale segnera’ quest’anno una frenata del 2,9%.






