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Quale sarà il futuro della zona euro
Torniamo al discorso, iniziato lo scorso articolo, di quale futuro è prevedibile per la moneta unica europea dopo la crisi del debito sovrano che sta facendo tremare i mercati. Sappiamo che la BCE ha assunto la carica di acquistare titoli di Stato, ma può fare tutto da sola? La promessa di un pacchetto di aiuti del valore di 750 miliardi di euro è principalmente, secondo alcuni, un mezzo per guadagnare del tempo. In caso di una fluttuazione del sentiment del mercato, la BCE dovrà pagare più oneri e le nazioni saranno costrette a chiedere aiuti monetari.
Bisogna anche considerare la capacità dei singoli Stati membri dell’UE di accettare i costi di un possibile aiuto da parte dell’ente stesso. Questo non si riferisce tanto agli interessi che bisogna eventualmente pagare sui prestiti, ma piuttosto al disagio sociale ed economico che deriverebbe dai tagli alla spesa, che dovranno essere necessariamente fatti, e dagli aumenti fiscali. Sappiamo infatti che la situazione in Grecia, proprio per questi motivi, è tutt’altro che tranquilla.
Le ripercussioni economiche possono essere non apprezzate dai cittadini del paese, che tra l’altro hanno protestato e ancora continueranno a fare in seguito all’annuncio dei tagli fatti da parte dei leader del paesi, oltre che dell’aumento della pressione fiscale.
Questo equilibrio tra tagli approvati e opposizione della popolazione probabilmente è solo la punta dell’iceberg di una situazione in continua evoluzione.
Anche se l’impatto sul sentiment degli investitori in euro è forte, non bisogna dimenticare l’importanza della valuta. Relativamente ai tassi di interesse vi sono ben poche possibilità che la BCE possa aumentarli, almeno entro quest’anno. In effetti, la previsione per i prossimi 12 mesi non è positiva. Inoltre, la crescita è inficiata dal fatto che le economie necessitano di rimuovere gli effetti degli stimoli economici. Nell’ambito di questa situazione la crescita sarà tutt’al più stagnante per l’economia della zona.








