- Analisi (98)
- Guide e Tutorial (129)
- News (208)
- Report valute (24)
- Senza categoria (5)
- Tutto sul Forex (500)
-
USA, la ripresa deve passare anche per l’occupaz...
Negli USA, paese con il problema occupazione, per molti esperti del settore le aziende devono continuare a concentrarsi sulla riduzione dei costi, invece che sull’espansione della loro attività alla ricerca di profitti. I datori di lavoro sono preoccupati per l’aumento delle imposte e per le maggiori spese per l’assistenza sanitaria.
Una statistica fatta nel mondo del lavoro a giugno ha visto la perdita di 39.000 posti di lavoro pubblici. I posti di lavoro federali sono scesi di 14.000 unità, mentre i posti di lavoro nei governi statali e locali sono scesi di 25.000 unità, continuando il loro declino costante dalla seconda metà del 2008.
Nel settore privato, il lavoro industriale è rimasto sostanzialmente invariato. Come previsto per l’avvento dei mesi estivi, il lavoro nel settore del tempo libero e dell’ospitalità è cresciuto di 34.000 unità. Per i dipendenti di aziende private, i libri paga del settore non agricolo indicano che i guadagni orari medi sono scesi di 1 centesimo, ora a quota 22,99 dollari, mentre la settimana lavorativa media è diminuita di 0,1 ore , ora a 34,3 ore.
Tra gli americani in età lavorativa, solo il 64,1 per cento hanno cercato lavoro o sono già impiegati. La partecipazione alla forza lavoro è la più bassa dal marzo 1984, quando il mercato del lavoro era in fase di lotta per riprendersi dalla doppia recessione dei primi anni ’80.
In una conferenza stampa, il presidente Barack Obama ha detto che quando il Congresso raggiungerà un accordo sul limite di indebitamento, le aziende dovrebbe guadagnare fiducia e assumere lavoratori. Il capo economista della Casa Bianca, Austan Goolsbee, ha detto che il rapporto di giugno ha mostrato la necessità di estendere un taglio sui salari, in attesa di approvare degli accordi commerciali e di creare una banca federale delle infrastrutture.
Jay Timmons, presidente dell’Associazione Nazionale dei Costruttori, ha detto che il numero di posti di lavoro sarebbe cresciuto insieme alle politiche fiscali, all’energia e ai regolamentari, che rendono i produttori americani più competitivi a livello internazionale.











