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USA, la ripresa deve passare anche per l’occ...
Un rapporto scioccante relativamente al lavoro nel mese di giugno, reso noto ieri, ha creato nuovi dubbi sulla ripresa economica degi Stati Uniti, facendo scendere i prezzi del mercato azionario ed anche il dollaro, alimentando inoltre il dibattito sul debito nazionale.
I datori di lavoro degli Stati Uniti hanno creato appena 18.000 posti di lavoro il mese scorso, il tasso di disoccupazione nazionale è salito al 9,2 per cento , dal 9,1 per cento in maggio. Gli economisti stanno rivedendo le loro previsioni. C’è chi ha abbassato la previsione di crescita economica al 2,2 per cento per tutto il resto dell’anno, ben al di sotto delle stime inizialli che superavano il 3 per cento.
La questione aperta è se questa crisi sia temporanea o meno, se dunque invertirà rapidamente rotta nei prossimi due mesi, o se si tratta di un tasso di crescita più lento in via permanente. Anche se la recessione è finita due anni fa, l’occupazione è rimasa debile. Già altre volte, quando ci sono dei deboli segnali di recupero del settore del lavoro, durante altre recessioni, molti posti di lavoro che sono stati persi non sono più stati ripresi.
Nel rapporto di giugno, l‘US Bureau of Labor Statistics ha rivisto al ribasso le stile del mercato del lavoro. Nonostante gli utili netti degli ultimi tre mesi, il numero dei disoccupati è aumentato di 545 mila da marzo e il tasso di disoccupazione è salito di 0,4 punti percentuale.
Sembra che i datori di lavoro siano spaventati e preoccupati per le dispute che si stanno tenendo all’interno del governo degli Stati Uniti, circa l’economia globale.
C’è chi dice che per portare il lavoro al livello che aveva prima della recessione, ci sarebbe bisogno di creare circa 11 milioni di nuovi posti di lavoro. Al ritmo di crescita attuale dell’occupazione, tale obiettivo può richiedere decenni, un tempo troppo lungo da attendere.











