Zona euro e austerità, siamo a un bivio?
La situazione della zona euro è sempre più vulnerabile, dato che l’ambiente economico, politico e quello degli investimenti potrebbe avere una svolta in negativo. Sono queste le previsioni di alcuni esperti del settore, che dicono anche che la relativa calma della zona euro è finita. Dopo le dimissioni del primo ministro olandese, sul mancato accordo relativamente al rispetto della “regola del 3 per cento”, in vigore da 15 anni in Francia, la situazione si fa ancora più critica.
Il crollo del governo olandese è un boccone amaro da ingoiare per il governo tedesco. La Germania ha infatti perso un alleato estremamente importante nella lotta all’austerità. Il governo di L’Aia ha spesso chiesto dei tagli di bilancio, esortando paesi come la Grecia a mettere in pratica degli sforzi sempre più grandi. Ora che questo governo si è arenato proprio sulla austerità, la Merkel potrebbe presto perdere un altro dei suoi più stretti alleati, il secondo nel caso in cui Hollande dovesse vincere in Francia.
Proprio il socialista francese ha promesso agli elettori di voler creare occupazione e crescita in maniera veloce, prospettiva che viene accolta dai francesi in maniera calorosa, ovviamente. Anche gli spagnoli sperano che il socialista francese possa vincere le elezioni, in maniera da invitare anche il governo di Madrid ad imporre delle misure di risparmio meno severe. Lo stesso vale in Italia.
Alcuni quotidiani tedeschi mettono in piazza il fatto che l’Europa sta fallendo, dato che la Germania è sempre più sola e i rischi di un calo ci sono ancora tutti. Secondo questo stesso quotidiano, il rafforzamento dei partiti di estrema destra, che sta accadendo in molti paesi, ne è una delle conseguenze.
La cosa che è davanti agli occhi di tutti, in ogni caso, è che l’eccessiva austerità non provoca crescita, ma ulteriore rallentamente, forse occorre cambiare urgentemente.









