Zona euro, ora entra in gioco la BCE
Di fronte ad una crisi bancaria in Spagna e alla prospettiva di focolai in altri grandi paesi, i leader europei si sono impegnati a creare una nuova istituzione finalizzata a contenere i problemi che affliggono i creditori della zona euro. Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea, ha detto ai giornalisti che ora si consente alla BCE ad assumere compiti di vigilanza per l’area dell’euro. Per ora, la decisione ha suscitato più domande che risposte. Il nuovo regolatore avrà il potere di frenare le pratiche a rischio e di tenere sotto controllo le banche e, soprattutto, sarà disposto ad esercitare tale potere?
La creazione di un supervisore comune è in ogni caso un passo importante nella giusta direzione, ma ancora non si sa nulla di questo supervisore, se sarà una nuova agenzia o una esistente con delle piccole modifiche. Indipendentemente da quello che sarà, la cosa fondamentale è farla funzionare. A breve termine, avere il segnale di una regolamentazione maggiore e più severa è necessario per arginare la fuga di capitali dai paesi con problemi bancari. A più lungo termine, accettando di cedere potere sulle banche, i paesi europei sperano che la Germania si fidi di più e che, alla fine, possa essere pronta a condividere il debito della zona euro.
Secondo molti la proposta è un importante passo in avanti negli sforzi fatti per risolvere i problemi economici dell’Europa. Il passo successivo è quello che deve fare la Commissione europea in termini di elaborazione dei progetti di legge. I leader europei si riuniranno per completare gli accordi entro la fine dell’anno.
Per funzionare correttamente, la nuova autorità avrà bisogno di poteri molto maggiori rispetto all’Autorità bancaria europea. L’autorità bancaria ha infatti perso credibilità dopo aver condotto due cicli di stress test sulle banche europee e non essere riuscita ad evidenziare i problemi che incombono sul settore, in particolare quelli in Spagna.








